Le frasi fatte sono il sale del linguaggio: ogni lingua ha le sue. Come nascono? Per caso.
MICHELE SCOZZAI - Si possono sudare sette camicie senza mai indossarne una o cadere dalle nuvole mentre si beve un caffe. Si puo fare una maratona e non muoversi da casa o fare il portoghese e parlare l’italiano. Si puo mettere la mano sul fuoco e non scottarsi, dormire tra due guanciali e non usare il cuscino, ingoiare un rospo e non avere il mal di pancia… I modi di dire sono, letteralmente, migliaia, e parliamo solo di quelli che esistono nella nostra lingua.
Strizzate d’occhio
Abusati (a scuola si insegna a evitare le “frasi fatte”), a volte storpiati (c’e chi ha il pallone di Achille invece del “tallone di Achille”), tramandati per secoli, i modi di dire sono non solo efficaci ” strizzate d’occhio “, ma anche uno spaccato di storia e cultura, da cui spesso hanno origine. Il linguista Giuseppe Pittano (1921-95), che in un libro ne ha raccolti e spiegati piu di 1400 (Frase fatta capo ha, Zanichelli) li ha definiti “paragoni accorciati”, perche sono una maniera semplice e preconfezionata per descrivere situazioni, atteggiamenti o stati d’animo: andare a letto con le galline, fare un quarantotto (ovvero provocare un caos come fecero in Europa i moti rivoluzionari del 1848) sono solo alcuni esempi che, anche senza accorgercene, usiamo di continuo.
Le sei categorie
Ma quali sono le caratteristiche dei modi di dire (o tecnicamente “espressioni idiomatiche”)? Innanzitutto il significato della frase completa quasi mai corrisponde alla somma dei significati delle singole parole. Che cosa vuol dire? Che affogare in un bicchier d’acqua, cioe perdersi per un nonnulla , e solo una metafora, a meno che la vittima non sia un insetto. In secondo luogo, le espressioni idiomatiche, a differenza dei proverbi, sono anche prive di una morale e, nella maggior parte dei casi, non sono frasi complete. Il linguista ha suddiviso le espressioni idiomatiche in 6 gruppi, a seconda che siano tratte dalla Bibbia, dall’arte e dalla letteratura, dal latino, dalla vita quotidiana, dalla storia, da favole e leggende o da altre lingue, mentre una settima categoria, piu recente, riguarda le locuzioni che nascono dal linguaggio giovanile.
Gran parte di questi detti ha origini chiare, sebbene non sempre sia possibile identi ficare una data di nascita precisa (perdutasi nelle tradizioni orali).
Favole e leggende
Le favole, da sempre, sono una fucina di modi di dire. Fare la parte del leone, per esempio, e l’essenza di un racconto del latino Fedro, dove un leone fa il prepotente con una vacca, una capra e una pe cora. In altri casi, lo spunto viene da episodi realmente accaduti: Paganini non ripete e la frase con cui il celebre musicista rispose a re Carlo Felice che, una sera del 1825, gli chiese il bis .
Da Antico e Nuovo Testamento vengono espressioni come lavarsene le mani; al lavoro contadino, invece, appartiene contare le pecore (un’attivita talmente noiosa da addormentare).
Una volta i modi di dire, frequenti nel parlato, nascevano per lo piu negli strati bassi della popolazione, magari in contesti rurali e dialettali, per poi diffondersi sul resto del territorio. Oggi e piu fre- quente che siano giornali, TV e spettacoli comici a lanciare nuove espressioni idiomatiche: basta pensare all’essere fuori come un balcone o allo slogan e scoppiata la pace, scritto sul disegno che, anni fa, un bambino aveva inviato alla redazione di un telegiornale.
Creati dalla pubblicita
Un’altra fucina di espressioni idiomatiche e la pubblicita. Dice Marco Livi, docente di comunicazione pubblicitaria all’Universita di Urbino: “L’uso dei modi di dire in pubblicita risale agli anni ‘6c, e ha dei picchi negli anni ‘70 e ‘80. L’effetto creativo e dato dalla sostituzione di una o piu parole nel testo originario: per esempio Totip, felici e vincenti, variazione di ‘felici e contenti’. Il gioco, se azzeccato , risulta molto efficace”. Per Stefano Bartezzaghi, enigmista e saggista, i modi di dire tendono, sempre piu spesso, ad essere intere battute, magari tratte da film e canzoni. I comici Angelo Pisani e Marco Silvestri, in arte “Pali e dispari”, hanno da poco mandato in libreria un dizionario del linguaggio giovanile: Italiano-cistaidentro, cistaidentro-italiano, una raccolta di espressioni in uso fra le nuove generazioni, “per agevolare la comunicazione tra genitori e figli”. Ci sono mandare in bellura (stare bene insieme), oppure essere una pompa idraulica (consumare le energie a qualcuno). D’altra parte che i cabarettisti, come i giovani, siano una fonte di modi di dire, non e una novita.